Era il 23 aprile 2009. Gian Antonio Stella intitolava così il suo editoriale sul "Magazine" del Corriere della sera. Il riferiemento è il passante di Mestre. "Il passante della tangenziale di Mestre serve. Nonostante l'architetto verde Cristiano Gasparetto l'avesse tanto cirticato. Ma una volta almeno l'avrà sperimentato, No? Allora perchè non ammettere questi errorini?".
Se di "errorini" si tratta, avrebbe fatto meglio a stare zitto per un po' e vedere dopo alcuni mesi come andavano effettivamente le cose... Ed ecco arrivare sabato 1 agosto: il telegiornale l'abbiamo visto tutti. 30 chilomentri di coda sul passante che viene addirittura chiuso per deviare NUOVAMENTE IL TRAFFICO SULLA VECCHIA VETUSTA E CRITICATA TANGENZIALE DI MESTRE. Le scuse, anzie le buffonate, le trovano sempre: si dice che tanto le code ci sono per i vacanzieri, che verso trieste le corsie sono solo due, che gli ambientalisti non volevano le piazzole di sosta eccetera eccetera.
Il ricordo della vecchia tangenziale tanto odiata dalle imprese del nord est e dai camionisti ha lasciato comunque il segno. Non sarà un giorno di coda a sfatare il mito del passante. Eppure siamo veramente sicuri che spostare il traffico diminuisca l'inquinamento? La tangenziale di Mestre è un opera realizzata negli anni '70. Ha circa 40 anni. Non sono poi molti se paragonati alla vita media di un uomo. Ci sono voluti circa meno di 30 anni perchè diventasse così impraticabile, poichè il traffico su gomma è cresciuto in modo esponenziale nel paese più motorizzato d'Europa. Ora il passante inizia a bloccarsi... non credo ci voglia una laurea per capire che non potrà reggere per sempre quel tipo di traffico. E allora? Semplice: faremo il passante del passante di Mestre, e poi il passante del passante del passante, e così via. Fino a quando ci sarà spazio. Ma già ora è pochetto in questa pianura affetta dalla città diffusa. C'è qualcosa che non va in questo sistema? Sono forse altri gli errorini? Se ci aggiungiamo la pedemontata, la romea commerciale, la valdastico sud (che sta causando l'abbandono da parte dell'UNESO del vincolo di protezione di molte ville venete palladiane al link: http://www.reportonline.it/200802076738/varie/autostrada-a31-la-valdastico-non-supera-lesame-dinglese.html) e il prolungamento della A27, dove andremo a finire?
Il limite è chiaro: il suolo. Finito quello, finiti i soldi, finito lo "sviluppo"? Il problema non sono le alternativa alle grandi opere. Bisogna cambiare stile di vita e cercare la qualità diffusa. Non serve a nulla avere un ridicolo straccio di area protetta da visitare in auto una volta l'anno con la famiglia e poi vivere il resto della propria vita affacciati su di una strada a respirare quintali di polveri sottili e di inquinamento acquistico. Nuove strade chiamano nuove auto e nuove auto chiamano nuove strade, la cosa è evidente. Costruire nuove strade risolve solo inizialmente il problema, creandone infiniti altri di carattere ambientale. MA IN QUESTO AMBIENTE CI VIVIAMO O NO? Se continuiamo a intaccarlo così accadrà qualcosa o ci teniamo i prosciutti sugli occhi!?! Chi è tacciato di ambientalismo è tacciato di antiprogressismo. Invece il cemento e l'asfalto sappiamo bene quale elevata qualità di tecnologia impiegano.. Serve solo e sempre ai soliti...
Bisogna cambiare rotta, drasticamente. Ma questo Veneto non vuole capirlo. Galan, Brunetta e Berlusconi non vivono certo affacciati sul passante.
Aspettando questo sabato da bollino nero, ecco alcune barzellette per rallegrare gli automobilisti in coda sulla vecchia tangenziale di Mestre!
Le ultime parole famose:""La fine di un incubo" disse allora il governatore del Veneto Galan (PDL).
''Quando facevo un altro mestiere, facevo il ministro per l'Ambiente firmai il Via - ha proseguito Matteoli -. Ben sapevo dell'importanza dell'opera. Lo scorso fine settimana e' stata sbagliata una comunicazione. E non dimentichiamo che spesso manca la contemporaneita' delle opere. Se assieme al Passante avessimo fatto la terza corsia della A4 - ha concluso - i problemi sarebbero stati minori di certo. A luglio e agosto in tutta Europa nascono intasamenti''. ha detto il ministro delle infrastrutture Matteoli.



Non mi resta che auguravi BUON VIAGGIO!



















